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Il "segreto" di Antonio Stampa E-mail
santiago_de_compostelaSono partito per il pellegrinaggio verso Santiago di Compostela in un momento particolare della mia esistenza. Ero rimasto senza lavoro e senza soldi, avevo perso tutto quello che può essere considerato normalità e, nonostante ciò, mi sentivo bene. Il mio segreto è la fede, ed è una cosa che non mi piace raccontare a parole ma mostrare nella quotidianità con l'esempio della vita. La fede mi dà la forza e il desiderio di affrontare le difficoltà”. Antonio Spica è un pellegrino particolare. In carrozzina da 4 anni dopo un incidente stradale in moto, si è messo in strada, nel mese di maggio, con una easybike (uniciclo applicato alla carrozzina per pedalare con le braccia) ed ha percorso 880 chilometri attraversando la Spagna. “Una volta, ad Assisi - racconta - alcuni turisti mi osservavano mentre pregavo di fronte al crocifisso: dai loro sguardi traspariva la partecipazione di chi credeva stessi chiedendo un miracolo. In verità, il miracolo è già avvenuto nella vita di ogni giorno. Ma in quel momento ho pensato che avrei potuto fare qualcosa di utile per tutte le persone in difficoltà”.
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Giocare d'anticipo. Intervista a Carlo Nanni Stampa E-mail
"GiovaniLa sensazione di sentire che sotto i piedi non si ha la terra ma le sabbie mobili, può portare ad eccessi nei confronti di se stessi e degli altri". Riflettendo sul ruolo dell'educazione nella società contemporanea, don Carlo Nanni, decano della Facoltà di scienze dell'educazione della Università Pontificia Salesiana e consigliere spirituale dell'Uciim (Associazione professionale cattolica di dirigenti, docenti e formatori), condivide le sue impressioni in merito all'emergenza educativa che sfida "le difficoltà di vivere in profondità, superando paure, incertezze e complessità quotidiane". Frequentemente, dice Nanni, "i ragazzi avvertono un vuoto interiore, una ferita che non sanno rimarginare e che provoca sofferenza. In questo partecipano al disagio della civiltà con l'aggravante che, a differenza dell'adulto navigato e sperimentato, non sono in grado di fronteggiare la tempesta con uguale esperienza".
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Don Camillo e Peppone. Il mondo di Guareschi Stampa E-mail

Poster_Don_Camillo_e_lOnorevole_Peppone"Noi vogliamo raccontarvi un’altra favola vera, un’altra delle storie che il grande fiume raccoglie sulle rive della Bassa e porta al mare come foglie morte". Inizia così Don Camillo e l’Onorevole Peppone (1955), con la voce narrante di Emilio Cigoli ad accompagnare lo spettatore nella visione di questo terzo episodio della saga che vede il sindaco comunista di Brescello impegnato nella scalata politica che lo dovrebbe condurre fino allo scranno parlamentare. Ma dopo aver sostenuto l’esame di quinta elementare necessario alla candidatura, Peppone si invaghisce di una compagna inviata dal partito per aiutarlo nelle faccende politiche. Soltanto grazie all’aiuto di don Camillo, in seguito a numerose e divertenti vicende, riuscirà a salvare il matrimonio e ottenuto l’incarico a Roma sceglierà di rinunciarvi per restare nel paese con la sua gente. 
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Sguardo senza confini. Intervista a don Franco Lever Stampa E-mail

San_Paolo_lettereL'aspetto che più colpisce è la radicalità di adesione a Cristo. Paolo è letteralmente catturato da un Amore che salva e libera da paure e costrizioni. Questo senso di appartenenza e di libertà gli conferisce un'energia che lo porta ad avere uno sguardo senza confini, a lasciare Gerusalemme per annunciare a tutti il messaggio di Salvezza e di Resurrezione che libera l'uomo e che sarà in grado di rivoluzionare la storia”. Don Franco Lever, decano della Facoltà di scienze della comunicazione sociale della Università Pontificia Salesiana, riassume così la vocazione di San Paolo per l'annuncio del Vangelo. 

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