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I martiri del Novecento |
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Quando la crescente follia nazista porta Adolf Hitler alla Cancelleria del Reich nel 1933, Bernhard Lichtenberg era stato nominato prevosto della cattedrale di Berlino da appena un mese. Secondo dei cinque figli del commerciante August e di sua moglie Emilie, Lichtenberg era nato ad Ohlau il 3 dicembre 1875 ed era stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1899 dal vescovo Georg von Kopp nel duomo di Breslavia. Oppositore del nazismo fin dalle origini, Lichtenberg viene considerato nemico del Reich e osteggiato dalle alte gerarchie del regime che lo additano come “combattente fanatico per la causa cattolica”. Nella preghiera serale in cattedrale, dopo il massacro compiuto dalle squadre della SS nella “notte dei cristalli”, Lichtenberg si rivolge ai presenti con queste parole: “Quel che è stato ieri lo sappiamo. Quel che sarà domani non lo sappiamo. Ma quello che è successo oggi l’abbiamo vissuto. Là fuori la sinagoga è in fiamme: anch’essa è casa di Dio”. L’autunno del 1941 è segnato da un inasprimento della persecuzione antisemita. Al volantino diffuso dal gerarca Goebbels per incitare all’odio razziale, Lichtenberg risponde con una lettera indirizzata ai fedeli: “Nelle case berlinesi viene divulgato un giornale che incita all’odio contro gli ebrei. Esso afferma che ogni cittadino tedesco che per supposta errata sentimentalità aiuta gli ebrei, anche fosse solo tramite una semplice compiacenza, compie un atto di tradimento verso il suo popolo. Non fatevi fuorviare da queste idee non cristiane ma agite secondo i comandamenti di Gesù Cristo: Ama il prossimo tuo come te stesso”.
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La dote dell'umiltà. Intervista ad Antonio Preziosi |
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Nato da famiglia nobile nel 1567 in Savoia, nel castello francese di Thorens, Francesco di Sales abbandonò presto la carriera giuridica voluta dal padre per dedicare la vita a Dio. Dopo essere stato nominato vescovo di Ginevra nel 1602, Francesco continuò ad operare per diffondere la fede nella comunità spendendosi nel dialogo sereno e disteso con il mondo protestante. Al centro della sua predicazione erano i laici, per i quali sognava una vita cristiana capace di rispondere alle esigenze dell'uomo comune: "Sembra che il Sales - scrive Pio XII nell'enciclica Rerum omnium perturbationem - sia stato donato da Dio alla Chiesa per un intento particolare: per smentire cioè il pregiudizio, fin d'allora già in molti radicato e oggi non ancora estirpato, che la vera santità, quale viene proposta dalla Chiesa, o non si possa conseguire, o almeno sia così difficile raggiungerla da sorpassare la maggioranza dei fedeli ed essere riservata unicamente ad alcuni pochi magnanimi; che per di più sia impastoiata di tante noie e fastidi da non potersi affatto adattare a chi vive fuori del chiostro". Beatificato nel 1661 e canonizzato nel 1665, fu proclamato dottore della Chiesa nel 1887 e "patrono dei giornalisti" nel 1923. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il 24 gennaio. In vista di questa ricorrenza, il SIR ha incontrato Antonio Preziosi, direttore Radio Uno e Giornale radio Rai, per riflettere sull'eredità del santo di Thorens nel panorama dell'informazione contemporanea.
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Il dono più grande. Intervista a Gian Franco Svidercoschi |
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“Nella preziosa eredità di Giovanni Paolo II c’è, soprattutto, il dono della testimonianza personale. Papa Wojtyla II ha fatto esperienza radicale del Vangelo, fino alla fine dei suoi giorni. C’è una santità che non è ufficiale ma quotidiana vissuta nei rapporti con gli altri, nei contatti, nella malattia, nella sofferenza. Era un Papa capace di chiedere scusa se riteneva di aver sbagliato e aveva una dimensione umana strettamente compenetrata con la capacità di vivere Dio in ogni momento della giornata. Questa santità è forse la cosa più nuova che Giovanni Paolo II ha lasciato: una religiosità che tutta la gente può vivere, semplice e profonda”. Dopo la firma di Benedetto XVI del decreto sulle “virtù eroiche” di Giovanni Paolo II (sabato 19 dicembre), il SIR ha chiesto a Gian Franco Svidercoschi, vaticanista e biografo di Papa Wojtyla, una lettura personale del processo di beatificazione in corso.
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Non ci si deve abituare. Intervista a Cristiano Nervegna |
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"Il mondo del lavoro ha pagato e continua a pagare pesantemente questa crisi con la perdita di risorse, anche quando gli effetti sull'economia sembrano meno drammatici. Ritengo che i giovani siano la prova della fragilità del sistema-Paese perché, laddove servirebbe maggiore accompagnamento, il risultato è peggiore". Con queste parole Cristiano Nervegna, segretario nazionale del Movimento lavoratori Azione Cattolica (Mlac), commenta al SIR i dati diffusi il 17 dicembre dall'Istat nella "Rilevazione sulle forze lavoro del III trimestre". Dal Rapporto emerge che sono circa mezzo milione (508 mila) gli occupati in meno nel III trimestre 2009, su un totale di 23 milioni di lavoratori. Il tasso di disoccupazione maschile sale dal 4,9% del III trimestre 2008 al 6,4% nel III trimestre 2009, quello femminile passa dal 7,9% all'8,6%. Nel Nord si va dal 3,4% al 5,1%, interessando sia gli uomini sia le donne. Nel Centro il tasso di disoccupazione si porta al 6,5% dal 5,7% di un anno prima, con una crescita più sostenuta per la parte maschile. Nel Mezzogiorno il dato è dell'11,7%, sei decimi di punto in più rispetto al III trimestre 2008. Per la terza volta consecutiva aumenta la disoccupazione degli stranieri che, dal 6,9% del III trimestre 2008, arriva al 10,6%. Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione si porta al 23,5%. In questo trimestre, inoltre, neanche l'apporto della cassa integrazione è riuscito a compensare l'effetto della mancanza di lavoro che ha registrato anche una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato. Con Nervegna riflettiamo su questi dati.
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Il cielo tra Bibbia, letteratura e cinema |
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Figlio e sposo di Gea, la madre Terra, Urano rappresenta per la mitologia greca la divinità primordiale che personifica il cielo. Unico in grado di coprire interamente la superficie terrestre, Urano ebbe da Gea molti figli, tra i quali i sei Titani, le sei Titanidi, i tre Ciclopi e i tre Ecatonchiri. Stanca della violenza e dell’impulsività dello sposo, Gea implora i figli di proteggerla dalla bramosia del padre per prenderne il posto. All’appello materno risponde l’ultimo nato, Crono, che nel sonno evira Urano e ne getta i genitali in mare generando la dea dell'amore, Afrodite. Dal suo sangue caduto sulla terra nacquero le Erinni.
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