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Solidarietà sugli schermi
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Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno. (Atti degli Apostoli 4,34-35)

Lars Lindstrom è un ragazzo dolce e introverso che vive in un piccolo paese del Wisconsin, con gravi difficoltà relazionali e di interazione sociale. Quando sembra aver finalmente trovato una fidanzata da presentare a parenti e amici, si scopre che l’adorata Bianca Le_ali_delle_libertaconosciuta da Lars su internet non è altro che una bambola in silicone a grandezza naturale con fattezze da donna acquistata online. Il fratello Gus e la moglie Karin consultano il medico di famiglia, che consiglia loro di far buon viso a cattivo gioco dal momento che Lars è chiaramente vittima di una nevrosi che gli fa percepire la realtà in maniera alterata. Per aiutarlo a uscire dalla crisi, familiari e concittadini devono aiutarsi reciprocamente ed è allora che una fitta rete di solidarietà attraverserà la città per sostenere la guarigione del giovane. E così Bianca andrà a messa, poserà per una boutique, farà la volontaria in ospedale e accompagnerà Lars ai primi eventi sociali della sua vita. Proprio lei saprà entrare nel cuore di tutti quelli che incontra e colmerà in loro vuoti che non sapevano di avere. Quando il tema della solidarietà incontra il cinema, gli esiti non sono mai così scontati. È il caso di Lars e una ragazza tutta sua (2007) per la regia di Craig Gillespie, delicata ed emozionante commedia sulla difficoltà di comunicare e sentirsi amati.
Il cinema, come l’arte in genere, non ha mai smesso di interrogarsi sul sentimento di solidarietà: da La moglie del fornaio (1938) di Marcel Pagnol e Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica, fino ai recenti Le ali della libertà (1994) di Frank Darabont, Big Fish (2004) di Tim Burton, Mille miglia…lontano (2006) di Zang Yimou, Il mio amico giardiniere (2007) di Jean Becker e Le luci della sera (2007) di Aki Kaurismaki. Ed è proprio dall’arte che arrivano le intuizioni più belle sul tema, come ricorda lo scrittore irlandese James Joyce: “Mentre tu hai una cosa, questa può esserti tolta. Ma quando tu la dai, ecco, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre”.

Pubblicato in: Rogate Ergo n.8/9 - Agosto/Settembre 2009