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Non ci si deve abituare. Intervista a Cristiano Nervegna Stampa E-mail
disoccupazione"Il mondo del lavoro ha pagato e continua a pagare pesantemente questa crisi con la perdita di risorse, anche quando gli effetti sull'economia sembrano meno drammatici. Ritengo che i giovani siano la prova della fragilità del sistema-Paese perché, laddove servirebbe maggiore accompagnamento, il risultato è peggiore". Con queste parole Cristiano Nervegna, segretario nazionale del Movimento lavoratori Azione Cattolica (Mlac), commenta al SIR i dati diffusi il 17 dicembre dall'Istat nella "Rilevazione sulle forze lavoro del III trimestre". Dal Rapporto emerge che sono circa mezzo milione (508 mila) gli occupati in meno nel III trimestre 2009, su un totale di 23 milioni di lavoratori. Il tasso di disoccupazione maschile sale dal 4,9% del III trimestre 2008 al 6,4% nel III trimestre 2009, quello femminile passa dal 7,9% all'8,6%. Nel Nord si va dal 3,4% al 5,1%, interessando sia gli uomini sia le donne. Nel Centro il tasso di disoccupazione si porta al 6,5% dal 5,7% di un anno prima, con una crescita più sostenuta per la parte maschile. Nel Mezzogiorno il dato è dell'11,7%, sei decimi di punto in più rispetto al III trimestre 2008. Per la terza volta consecutiva aumenta la disoccupazione degli stranieri che, dal 6,9% del III trimestre 2008, arriva al 10,6%. Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione si porta al 23,5%. In questo trimestre, inoltre, neanche l'apporto della cassa integrazione è riuscito a compensare l'effetto della mancanza di lavoro che ha registrato anche una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato. Con Nervegna riflettiamo su questi dati.
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Solidarietà sugli schermi Stampa E-mail

Terremoto_LAquila6 aprile 2009, ore 3,32. Mentre L’Aquila dorme, un terremoto di magnitudo 6,3 della scala Richter devasta il capoluogo abruzzese e lascia dietro di sé un bilancio di morte: 308 vittime, circa 1.600 feriti e oltre 65.000 sfollati accolti in tendopoli, automobili, camper e alberghi della riviera adriatica. Nelle 48 ore successive alla scossa di maggiore intensità, la terra trema altre 256 volte di cui più di 150 nel solo giorno di martedì 7 aprile. La prima televisione che dà notizia del tragico evento è Rai News 24, che si collega telefonicamente con L’Aquila alle ore 4,31 di notte per trasmettere poi le prime immagini alle 5,35. Da quel momento, l’intero sistema mediatico si mobilita per raccontare il succedersi dei fatti e accendere i riflettori su quelle città ridotte a macerie. Prende il via la grande macchina televisiva, e con essa la rincorsa alla solidarietà per le popolazioni abruzzesi. Quando lo sgangherato circo dell’informazione apre i battenti, è difficile arrestarlo.

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