|
La dote dell'umiltà. Intervista ad Antonio Preziosi |
|
|
Nato da famiglia nobile nel 1567 in Savoia, nel castello francese di Thorens, Francesco di Sales abbandonò presto la carriera giuridica voluta dal padre per dedicare la vita a Dio. Dopo essere stato nominato vescovo di Ginevra nel 1602, Francesco continuò ad operare per diffondere la fede nella comunità spendendosi nel dialogo sereno e disteso con il mondo protestante. Al centro della sua predicazione erano i laici, per i quali sognava una vita cristiana capace di rispondere alle esigenze dell'uomo comune: "Sembra che il Sales - scrive Pio XII nell'enciclica Rerum omnium perturbationem - sia stato donato da Dio alla Chiesa per un intento particolare: per smentire cioè il pregiudizio, fin d'allora già in molti radicato e oggi non ancora estirpato, che la vera santità, quale viene proposta dalla Chiesa, o non si possa conseguire, o almeno sia così difficile raggiungerla da sorpassare la maggioranza dei fedeli ed essere riservata unicamente ad alcuni pochi magnanimi; che per di più sia impastoiata di tante noie e fastidi da non potersi affatto adattare a chi vive fuori del chiostro". Beatificato nel 1661 e canonizzato nel 1665, fu proclamato dottore della Chiesa nel 1887 e "patrono dei giornalisti" nel 1923. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il 24 gennaio. In vista di questa ricorrenza, il SIR ha incontrato Antonio Preziosi, direttore Radio Uno e Giornale radio Rai, per riflettere sull'eredità del santo di Thorens nel panorama dell'informazione contemporanea.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Il dono più grande. Intervista a Gian Franco Svidercoschi |
|
|
“Nella preziosa eredità di Giovanni Paolo II c’è, soprattutto, il dono della testimonianza personale. Papa Wojtyla II ha fatto esperienza radicale del Vangelo, fino alla fine dei suoi giorni. C’è una santità che non è ufficiale ma quotidiana vissuta nei rapporti con gli altri, nei contatti, nella malattia, nella sofferenza. Era un Papa capace di chiedere scusa se riteneva di aver sbagliato e aveva una dimensione umana strettamente compenetrata con la capacità di vivere Dio in ogni momento della giornata. Questa santità è forse la cosa più nuova che Giovanni Paolo II ha lasciato: una religiosità che tutta la gente può vivere, semplice e profonda”. Dopo la firma di Benedetto XVI del decreto sulle “virtù eroiche” di Giovanni Paolo II (sabato 19 dicembre), il SIR ha chiesto a Gian Franco Svidercoschi, vaticanista e biografo di Papa Wojtyla, una lettura personale del processo di beatificazione in corso.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 11 |